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Idroponica e Acquaponica

L'Idroponica

Uno dei primi grandi scopritori dell'idroponica fu Leonardo da Vinci, che intuì che le piante possono anche crescere in assenza del normale terreno in cui le troviamo nell'ambiente naturale. L'idroponica è una tecnica di coltivazione che non prevede il normale terreno ma dei substrati inerti, atti a supportare la pianta, le cui radici sono immerse in una soluzione di acqua, sali minerali e concimi. 

Nella tecnica di coltivazione in idroponica il substrato di coltivazione viene sostituito da un materiale inerte, ad esempio l'argilla espansa, o della lana di roccia o della perlite, la cui unica funzione è quella di sorreggere la pianta, le cui radici, quindi, non sono immerse nel terreno ma bensì in una soluzione di acqua e sali minerali, o comunque concimi che donano l'apporto nutritivo alla pianta. 

La tecnica di coltivazione in idroponica offre numerosi vantaggi, tra cui sicuramente un maggior controllo dei fattori di crescita e anche di poter coltivare in coltura protetta, in vertical farm, quindi ottimizzando anche gli spazi di coltivazione. 

I sistemi di coltivazione in idroponica sono essenzialmente di due tipi; il primo, più basilare, è un sistema a "ciclo aperto", dove l'acqua che passa nelle radici delle piante, con i sali minerali in essa disciolta, viene poi scaricata e va a perdere. Interessante è anche il secondo modello, a "ciclo chiuso", dove l'acqua che scorre nella vasche dove sono alloggiate le piante viene recuperata con i sali minerali in essi disciolti. Questo metodo permette di ridurre gli sprechi idrici e riutilizzare i sali minerali che non sono stati consumati dalle piante. 

L'Acquaponica

L’acquaponica rappresenta il punto di incontro tra coltivazione idroponica e acquacoltura, e sta riscuotendo un tale successo in tutto il mondo che la FAO ha realizzato e divulgato degli approfondimenti specifici e un manuale pratico per la realizzazione di impianti di piccola scala.
Un impianto di acquaponica si fonda sulla presenza di pesci, allevati a scopo ornamentale o alimentare, per la creazione di un ecosistema chiuso e circolare; le deiezioni dei pesci infatti generano ammoniaca, che viene a sua volta trasformata da alcuni particolari batteri diventando nutrimento delle piante ortive, che a loro volta purificano l’acqua per i pesci. 

Si va quindi a generare un processo naturale, basato sulla delicata sinergia tra piante, pesci e batteri. A differenza dell'idroponica, quindi, il substrato di argilla espansa o altra materia inerte non è solamente utile all’ancoraggio iniziale delle piante, ma componente attiva per lo sviluppo dei batteri, cui fornisce spazio per proliferare.

    Pubblicato il 20-12-2019 da:

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    Idroponica e Acquaponica

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